L’indagine, realizzata a maggio del 2025 dall’Agenzia Italiana per la Gioventù, mira a mappare e analizzare il livello di alfabetizzazione finanziaria tra le giovani generazioni, utilizzando la vasta community di Starting Finance, la più grande community economico-finanziaria di under 35 in Italia, come caso di studio.
Attraverso sondaggi qualitativi e quantitativi si sono volute rilevare la competenza tecnica, la familiarità con i concetti economici di base e le modalità di apprendimento e interazione con i temi finanziari.
Anzitutto si è voluto classificare lo stato dell’alfabetizzazione economico-finanziaria dei più giovani, così da individuare eventuali lacune formative e barriere all’accesso a opportunità di apprendimento. In secondo luogo, ci si è proposti di identificare i fattori che possono abilitare o ostacolare lo sviluppo di una solida cultura inanziaria: qui rientrano dimensioni di tipo sociale, culturale, funzionale ed educativo. Infine, si è puntato a sviluppare linee guida di intervento che possano orientare politiche e azioni formative mirate.
Lo studio si basa su un campione di dimensioni di 6612 partecipanti di cui 3032 filtrati per età inferiore ai 30 anni. Il campione filtrato è ripartito in tre cluster anagrafici: 13-19 anni (adolescenti e studenti), 20-25 anni (universitari o giovani lavoratori) e 26-30 anni (giovani professionisti o in fase di consolidamento della carriera).
In termini di distribuzione di genere, si nota una prevalenza maschile che va attenuandosi col crescere dell’età: si passa dal 95.3% di maschi nella fascia 13-19 anni all’87.4% nel gruppo 26-30 anni, con un corrispondente aumento della presenza femminile (dal 3.8% al 12.1%). Le percentuali relative a genere non binario e preferenza a non rispondere sono trascurabili e sostanzialmente stabili.
Dal punto di vista geografico, il Nord Italia risulta il bacino predominante e rafforza la propria incidenza passando dal 53% del cluster 13-19 anni al 57% del cluster 26-30 anni. Il Centro si mantiene stabile intorno al 22% in tutte le fasce, mentre Sud e Isole registrano un calo progressivo (dal 16.2% al 10.3% e dal 5.6% al 2.9%, rispettivamente). La quota di partecipanti residenti all’estero, inizialmente all’1.7% tra i più giovani, cresce fino al 7.7% nel segmento 26-30 anni.
Considerando i redditi, nel cluster 13-19 anni oltre il 79% dichiara valori inferiori ai 20.000 euro annui, riflettendo l’ovvia dipendenza dalla famiglia o l’assenza di entrate rilevanti. Tra i 20-25enni, la quota più bassa di reddito si riduce al 57.8%, mentre si amplia la fascia 20.000-40.000 euro (33.2%). Nel cluster 26-30 anni, la categoria 20.000-40.000 euro risulta maggioritaria (57.3%), con una contestuale crescita degli scaglioni superiori.
Dal punto di vista formativo, nella fascia 13-19 anni prevalgono diplomati e studenti di scuola superiore, mentre tra i 20-25 anni compare un’articolazione maggiore tra diplomati, lauree triennali e magistrali.
Il cluster 26-30 anni mostra il maggior numero di laureati magistrali (45.4%), con una crescita dei titoli post-universitari (11%). I percorsi di studio segnano il graduale spostamento verso le discipline economiche e ingegneristiche, soprattutto nei cluster più alti, con Economia che arriva a superare il 30% come preferenza negli ultimi due segmenti anagrafici.
Nel complesso, l’analisi del campione indica una popolazione giovane distribuita prevalentemente nel Nord Italia, in cui la presenza femminile è in aumento ma ancora minoritaria, con livelli di reddito e di istruzione che crescono progressivamente in linea con l’età e l’esperienza lavorativa.
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Fonte: Agenzia Italiana per la Gioventù

