Nell'intervista pubblicata da Vita.it Luciano Gualzetti boccia senza se e senza ma la proposta di introdurre un “diritto alla scommessa”. Ossia la devoluzione di una percentuale del gettito o delle vincite derivanti dall’azzardo al settore del calcio per valorizzare giovani e impianti: «Ormai ci sono psichiatri che prescrivono ai loro pazienti, affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo, di non guardare le partite di calcio, perché durante un match si può scommettere continuamente su qualsiasi evento possa accadere in gara». Il rischio è quello di moltiplicare povertà, dipendenze e usura.
In un Paese dove «il 3% dei Gratta e Vinci che vengono buttati nella spazzatura, dopo essere stati grattati, sono vincenti (di solito di qualche euro, ma comunque vincenti, ndr) questo accade perché chi è malato di azzardo non “gioca” più per vincere, ma solo per continuare ad alimentare la propria compulsione».
«Da vent’anni – racconta Gualzetti – incontriamo famiglie distrutte dall’azzardo legale, lavoratori travolti dai debiti, giovani risucchiati da piattaforme che promettono guadagni e consegnano disperazione. Sappiamo bene dove porta questa strada: al sovraindebitamento, alla perdita della dignità, sotto lo schiaffo dell’usura. E a cadere sono sempre gli stessi: i più fragili, i più soli, i più esposti».
Per questo, spiega il presidente della Consulta nazionale, «è inaccettabile che lo Stato e le istituzioni sportive scelgano di legare il proprio finanziamento a un meccanismo che produce vulnerabilità sociale. È inaccettabile che si parli di ‘opportunità economica’ mentre migliaia di famiglie vengono schiacciate da debiti di gioco. È inaccettabile che si continui a normalizzare l’azzardo mentre il Paese affronta un’emergenza silenziosa fatta di sofferenza, ricatti e usura».
Gualzetti ricorda come il settore delle scommesse sia già oggi «un terreno minato: match fixing, infiltrazioni criminali, riciclaggio, un’offerta smisurata e incontrollabile. Eppure, invece di rafforzare le tutele, si propone di ampliare il legame tra sport e scommesse, trasformando un fenomeno con conseguenza patologiche in una fonte di finanziamento strutturale».
Per approfondire -> https://www.vita.it/azzardo-scommesse-insieme-a-gravina-liberiamoci-anche-della-sua-folle-riforma-pro-azzardo/

